CONSIGLI

Ci sono delle situazioni in cui il nostro animale potrebbe essere in difficoltà e il proprietario non sapere come comportarsi. L’obiettivo è quello di offrire delle informazioni utili a garantire le prime cure al proprio animale in caso di incidenti di varia natura, soprattutto nel caso in cui l’intervento di un veterinario non fosse possibile nel breve periodo. L’intervento tempestivo può quindi essere estremamente utile anche se non sempre risolutore.

Si consiglia pertanto, appena possibile, di avvertire il veterinario.

 

COLPO DI CALORE

Il colpo di calore è un’emergenza per cani e gatti da conoscere e non sottovalutare. Questa problematica si riscontra soprattutto nelle razze brachicefale (cani e gatti), nei soggetti anziani e nei soggetti obesi.

La temperatura normale dei cani e dei gatti si aggira attorno ai 38-38,5 °C, mentre l’ipertemia grave si verifica quando la temperatura rettale supera i 41,5°C.

I segni clinici che si possono manifestare nel colpo di calore sono: iperemia delle mucose, tachicardia e respirazione affannosa. Se la situazione è più grave possono subentrare: incoordinazione motoria, tremori muscolari,vomito, diarrea, ipersalivazione, perdita di coscienza e crisi convulsive.

Per prima cosa si possono eseguire bagni con acqua fresca, oppure si possono utilizzare dei panni bagnati , importante è non utilizzare acqua troppo fredda o ghiaccio che potrebbero peggiorare la situazione. Lo scopo è quello di abbassare la temperatura corporea e di dare supporto alle funzioni vitali.

A questo punto sarà fondamentale portare l’animale dal veterinario che procederà a ripristinare e sostenere il normale ritmo cardiaco, la pressione arteriosa, la diuresi e lo stato del sensorio.

VOMITO E DIARREA

Il vomito può essere un fatto episodico indotto dall’ingestione di peli, agenti irritanti, troppo cibo o bocconi troppo grossi ma anche effetto di una patologia, in particolar modo se accompagnato da comportamenti anomali, disorientamento, disturbi dell’equilibrio.

In caso di vomito è importante mantenere l’animale a digiuno per 12 o 24 ore e sotto controllo, inducendolo però a bere poco e spesso.

La diarrea può essere causata da parassiti intestinali (alcune volte riconoscibili nelle feci espulse, ma non sempre!) oppure può essere la manifestazione di una condizione diversa.

Si consiglia quindi di interrompere l’alimentazione abituale, di somministrare eventualmente un’ alimentazione commerciale altamente digeribile e il prima possibile di raccogliere un campione di feci per portarlo ad analizzare e poter eseguire un esame copro microscopico.

UNGHIA SPEZZATA

La rottura di un’unghia può avvenire per strappamento accidentale.

Normalmente il proprietario si accorge immediatamente in caso di perdita di sangue, oppure perché il cane/gatto non appoggia più l’arto. L’unghia che si spezza più frequentemente è quella del quinto dito.

Quando accade si deve tagliare l’unghia nel punto di rottura, quindi  si lava la parte con soluzione fisiologica e la si protegge con un bendaggio. In alcuni casi potrebbe essere indispensabile somministrare un antibiotico che verrà prescritto dal medico veterinario.

 

 

MORSO DI CANE O GATTO

E’ importante sapere che la cavità orale dei cani e dei gatti ha una concentrazione batterica elevatissima, quindi il morso è particolarmente infetto.

Normalmente sono presenti due punti di presa dentale sulla cute e spesso ciò che appare a livello cutaneo è solo la punta di un iceberg, infatti le lesioni sottostanti da strappamento sono molto frequenti. In questo caso è utile depilare la parte interessata con ampio margine, disinfettare utilizzando soluzioni diluite a base di iodio vinil pirrolidone (betadine) e lavare abbondantemente con soluzione fisiologica. L’utilizzo di terapie antibiotiche risulta quasi sempre opportuno ed è quindi consigliabile, appena possibile, rivolgersi ad un veterinario.

 

PUNTURA D’INSETTO

Le punture d’insetto spesso provocano reazioni allergiche che determinano un rigonfiamento dell’area che è stata colpita. Nella maggior parte dei casi la zona più interessata è quella del muso dove si verifica un ispessimento delle labbra. Il sintomo più comune è lo strofinamento del muso per terra o il grattamento con le zampe.

E’ possibile somministrare corticosteroidi a pronto utilizzo dopo aver contattato telefonicamente il veterinario, a volte però c’è il rischio che si crei un edema laringeo che potrebbe provocare soffocamento. Se perciò la sintomatologia risulta grave è bene rivolgersi ad un veterinario.

 

 

SPIGHE NELLE ORECCHIE O TRA LE DITA

Le ariste delle graminacee sono diffusissime in campagna e nel periodo estivo. Questi corpi vegetali aderiscono molto facilmente al pelo del cane o del gatto. Quando penetrano nella cute, il movimento dell’animale determina un avanzamento della spiga.

Se la spiga si è infilata tra le dita, il cane o il gatto può manifestare zoppia, o se la spiga si è infilata nell’orecchio, l’animale scuote le orecchie e rotea la testa verso l’orecchio interessato.

 

In entrambi i casi è possibile controllare se la spiga è visibile e in questo caso deve essere estratta immediatamente.

Quando invece la penetrazione avviene nel sottocute può generare delle fistole interdigitali che tendono a non rimarginare: in tal caso, è possibile tamponare la situazione con bagni in soluzione salina satura utilizzando acqua tiepida. Se la situazione perdura e non migliora è necessaria la visita medica.

Quando penetra nel condotto uditivo non bisogna cercare di rimuoverla e nemmeno introdurre alcun prodotto nel condotto uditivo. Solo il medico veterinario può intervenire.

INGESTIONE DI SOSTANZE TOSSICHE

Se si sospetta l’ingestione di una sostanza tossica sarà bene informare tempestivamente il veterinario, e quando possibile portare un campione della sostanza o la confezione ,sulla quale viene indicato il nome del principio attivo e spesso dell’antidoto.

I sintomi variano a seconda della sostanza ingerita, ma i più frequenti sono: vomito, diarrea profusa a volte con sangue,  abbattimento del sensorio, tremori muscolari, convulsioni, scialorrea (ipersalivazione).

Nel caso di ingestione di rodenticidi (veleno per topi), si formano spesso ematomi e compare una debolezza generalizzata.
Se si tratta di farmaci o veleni è bene indurre il vomito al più presto e non somministrare latte. Se sono trascorsi più di 20 minuti non dev’essere indotto il vomito, ma è fondamentale portare l’animale il prima possibile dal veterinario.

 

ELENCO delle PIANTE TOSSICHE PIU’ COMUNI:

RODODENDRO (Rhododendron) :

Parti tossiche: foglie e fiori.

Sintomatologia: vomito-sintomi nervosi

 

COLCHICO (Colchicum autumnalis) :

Parti tossiche: tutta la pianta

Sintomatologia: irritazione gastroenterica-paralisi mm e respiratoria

 

EUFORBIA (Euphorbia) :

Parti tossiche: tutta la pianta

Sintomatologia: irritazione gastroenterica

STELLA DI NATALE (Euphorbia pulcherrima):

Parti tossiche: foglie e fiori

Sintomatologia: irritazione gastroenterica

 

ORTENSIA (Hydrangea macrophylla):

Parti tossiche: foglie e fiori.

Sintomatologia: dolori gastrici, vomito e diarrea

 

EDERA (Hedera helix):

Parti tossiche: bacche, foglie e fusto.

Sintomatologia: irritazione gastroenterica, a dosi elevate depressione nervosa e cardiaca

 

OLEANDRO (Nerium oleander):

Parti tossiche: tutta la pianta.

Sintomatologia: irritazione gastroenterica, depressione del

sistema nervoso e del cuore

 

FILODENDRO (Philodendron):

Parti tossiche: foglie e fusto.

Sintomatologia: irritazione gastroenterica

 

DIEFFENBACHIA (Dieffenbachia):

Parti tossiche: fusto e apici

Sintomatologia: forte irritazione di bocca, esofago, stomaco, intestino (lattice irritante)

 

PALMA (Cycas revoluta):

Parti tossiche: tutta la pianta, soprattutto i semi o “noci”

Sintomatologia: vomito,diarrea,depressione del sistema nervoso centrale, convulsioni ed insufficienza epatica

 

TULIPANO :

Parti tossiche: masticazione o ingestione di bulbi

Sintomatologia: vomito, salivazione, diarrea con coliche, dispnea, tachicardia, debolezza e atassia